I NOSTRI CONSIGLI

Risponde Umberto Verna, skipper professionista ed istruttore di vela specializzatosi in Sicurezza presso il Survival Technologies Group in Florida

Fai delle domande allo staff di SafetyWorld

Ho intenzione di frequentare un corso "Sicurezza ed emergenza a bordo" secondo il protocollo OSR dell'ISAF, qualcuno l'ha già fatto e può darmi un consiglio?

Ho frequentato il corso tenuto da Umberto Verna a Lignano Sabbiadoro e mi permetto di consigliarlo a tutti, indipendentemente da quanto andiate in barca e sia che lo facciate per regate, crociere, a vela, remi o motore. Può fare la differenza anche per chi si limita a prendere il traghetto per andare in Sardegna, o per chi prende la motonave che va da San Marco alle Vignole.
E' una lezione di vita, prima di essere una grande esperienza di nautica. "Safety" è in barca, in auto e anche in bicicletta, è un modo di pensare che tutti dovrebbero avere.
Occhio a rituffarsi dalla zattera, è vero che può essere pericoloso!...
(non sono annegato, ma il mio ginocchio se l'è ricordato per un paio di giorni)
Buon corso a tutti, e ricordatevi sempre della prima cosa da fare quando si sale sull'autogonfiabile! :-)
Enrico

Volevo sapere se la fettuccia delle jacklines “soffre” i raggi UV ed eventualmente quale può essere il suo tempo medio di vita considerando di tenerla sempre armata?

Le fettucce soffrono il sole e per questo sono fatte in modo da poterle mettere e levare ogni volta a fine crociera.
Usandole sulle gallocce non servono le gasse, noi le forniamo con un occhiello ritorto (una semplice cucitura va bene) per facilitare il fissaggio a prua a chi le mettesse solo all' ultimo momento consigliando poi di non far lavorare la cucitura ma di fare un giro attorno alla bitta in modo da far sempre lavorare la fettuccia che è garantita per 2080 kg di carico.
Per la durata direi che un dato di durata garantista è di due anni alla luce del sole.

So che esistono estintori a polvere da 1Kg con e senza manometro, secondo lei qual è il tipo migliore?

Secondo me gli estintori senza manometro sono migliori per tre motivi:
1) la CO2 (anidride carbonica), che è il propulsore della polvere, è contenuta in una bomboletta tipo quella dei salvagenti ed è sigillata all'origine
2) proprio per il motivo 1 il contenitore risulta più sicuro non essendo sotto pressione
3) così costruiti non richiedono manutenzione se non quella accortezza di scuoterli ogni tanto per smuovere la polvere che tende a compattarsi col moto ondoso.

Dopo aver sentito parlare di vari incidenti mi sto convincendo a comprare un salvagente autogonfiabile: faccio bene?

I prodotti da soli non salvano la vita. La cosa importante è che l'oggetto che comprerà sia una buona cintura di sicurezza, che è la prevenzione. Molti salvagenti autogonfiabili non sono anche buone cinture di sicurezza. Nella mia selezione dei prodotti per Safetyworld ho proprio guardato a questo aspetto.
Il marchio CE da solo non basta a garantire che sia un prodotto sicuro.

Cosa ne pensa dell'incidente alla Gorgona?

Un altro incidente legato alla difficoltà per noi diportisti di percepire il momento ed il livello del rischio.
Purtroppo un altro incidente ad una scuola di vela ed
un altro incidente ad uno skipper conosciuto da tutti nell'ambiente come serio, preparato e mai avventato: a volte questo non basta.
Come altre volte mi auguro che difronte a questa tragedia, che come nel caso del Parsifal non è toccata ad inesperti, non salgano in cattedra nuovi e vecchi professori ma parta finalmente un momento serio di riflessione e fioriscano nuove energie che raccolte attorno al Centro Studi i ragazzi del Parsifal di Rimini possano portare avanti i progetti finalizzati all'informazione e alla formazione già in atto.

Ho sentito di una barca in fiamme davanti al porto di Chiavari, ne sapete qualche cosa?

Sì era una imbarcazione a vela di circa 13 metri. Ho seguito l'incidente attraverso il VHF canale 16 mentre rientravo da Porto Venere.
Non abbiamo ancora potuto intervistare i protagonisti ma pare che sia partito tutto dal vano motore purtroppo essendoci dei bambini a bordo la prima preoccupazione è stata di abbandonare la barca che essendo in lega non è affondata ed è ora visibile nel porto di Lavagna zona alaggi con il suo albero che si è letteralmente accartocciato.
Quando ne saprò di più vi informerà da questo sito.

Non è che comprare questi equipaggiamenti porta sf…ortuna?

Non penso, credo che un migliore equipaggiamento possa permettere di fare cose più divertenti anche se un pochino più rischiose come navigare quando c’è vento più forte o navigare in due di notte senza dover sempre dipendere dall’equipaggio. D’altro canto anche in montagna se uno ha le scarpe da ginnastica farà certi sentieri, se ha le scarpe giuste potrà fare altri percorsi.

Mi può spiegare perché è stata data tanta importanza ai segnali fumogeni galleggianti?

Non so darle una spiegazione certa, non essendo il consigliere del legislatore. Posso pensare, conoscendo le caratteristiche di questo strumento per la richiesta di soccorso, che essendo il soccorso in mare sempre di più affidato agli elicotteri il fumogeno arancione risulta ben visibile dall’alto in contrasto col blu del mare.
Dai nostri test, fatti l’anno scorso, risulta poco visibile dal mare soprattutto in condizioni di vento teso.

So che collabora col Centro Studi “i ragazzi del Parsifal” di Rimini: cosa fate?

Mi fa molto piacere rispondere a questa domanda perché, a distanza di cinque anni da quel 4 novembre in cui diedero la vita al mare ben sei velisti a me ben noti, mi sembra che questo Centro Studi sia un frutto positivo di quella tragedia: spero non l’unico.Io, come responsabile tecnico, mi occupo di organizzare delle Giornate di Studio su temi che segnalate Voi. Abbiamo anche in programma dei grossi progetti come la raccolta di dati statistici sulle avarie in mare in collaborazione con l’RNLI inglese e l’università di Bologna;l’edizione di un testo unico della Nautica da Diporto che metta chiarezza tra leggi, modifiche e chiarimenti. Siamo alla ricerca dei fondi per ora introvabili.

Perché chiamate Jackline le life line?

Intanto spieghiamo che stiamo parlando di quel cavo che i velisti mettono da prua a poppa per legarsi con la cintura di sicurezza. In italiano si chiamerebbe passerino ma, visto che usiamo la parola inglese, life line sono in realtà le draglie. Jack line è il vero nome inglese.

Che cosa ne pensa dell’incidente successo alle regate interlaghi di Lecco.

Molte cose. Molti sono rimasti colpiti da questo ennesimo incidente di uomo a mare. Non credo sia corretto dare giudizi o pareri è solo importante non nascondere la testa sotto la sabbia e riflettere affinché questi, che considero sacrifici umani, siano utili al nostro ambiente.